Finanziamenti a Protestati

Finanziamenti a Protestati
Com’è noto, il “protesto” è un atto formale mediante cui un pubblico ufficiale (notaio, ufficiale giudiziario, segretario comunale etc.) accerta solennemente l’intervenuta presentazione di un titolo di credito ad un debitore ed il suo persistente rifiuto ad adempiere.

Si tratta del momento finale d’una procedura giuridicamente regolamentata da cui discendono due rilevanti conseguenze: la prima concerne il creditore, il quale, rientrato in possesso del titolo originario, potrà soddisfare le proprie ragioni mediante azione esecutiva diretta sui bene del debitore, senza che sia necessario, all’uopo, l’intervento di un giudice. La seconda conseguenza riguarda la pubblicità dell’intervenuto protesto.

Il nome del debitore insolvente, infatti, viene annotato su un pubblico registro informatico tenuto presso la Camera di Commercio (il registro dei protesti) che chiunque può visionare, oltre che nell'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento della Banca d'Italia, ove il titolo di credito fosse un assegno bancario.

I creditori potenziali, in tal modo, avranno la possibilità di valutare in via preventiva la serietà contrattuale del debitore e decidere se concedergli fiducia o meno. Il risvolto della medaglia, com’è chiaro, è che a chi abbia subito una levata di protesto difficilmente verrà dato credito per l’avvenire, almeno finché il suo nome comparirà nel pubblico registro informatico.

Viene ad innescarsi, in tal maniera, una sorta di meccanismo circolare poiché proprio chi ha subito un protesto ha verosimilmente bisogno di denaro liquido e tuttavia la condizione di protestato gl’inibisce la concessione di finanziamenti tanto da parte di banche, quanto da parte degli istituti finanziari che operano in regine di trasparenza. Esistono soluzioni alternative per il debitore protestato?

La via più semplice è quella di riabilitare il proprio nome ottenendo la cancellazione dal registro dei protesti. Perché ciò accada, tuttavia, il debito va integralmente saldato ed è necessario presentate un’istanza formale su appositi moduli alla Camera di Commercio territorialmente competente, allegando il titolo quietanzato o la dichiarazione di rifiuto al pagamento del creditore.

I moduli per la cancellazione possono essere scaricati anche da internet. La seconda soluzione per ottenere un finanziamento da protestato, è quella di rivolgersi ad uno dei numerosi istituti finanziari per avviare una cessione del quinto dello stipendio. Si tratta di una soluzione cui hanno acceso solamente i lavoratori dipendenti muniti di busta paga per tutta la durata del finanziamento, e i pensionati.

La soluzione, com’è ovvio, non può invece essere esperita né dai liberi professionisti, né dagli autonomi o dagli artigiani. In tali casi, infatti, poiché manca la garanzia della busta paga, l’adempimento futuro dell’obbligazione è considerato ai rischio in ragione dei trascorsi del protestato.

Una soluzione alternativa, in ipotesi di questo tipo, è quella di ottenere un prestito con l’avallo di un garante o di firmare delle cambiali (prestito cambializzato), a condizione, s’intende, che precedente il titolo di credito insoluto non fosse proprio un titolo cambiario.