Cessione del Quinto

Cessione del Quinto
L’espressione è ormai estremamente diffusa, il che è un segno dei tempi. La troviamo sui manifesti pubblicitari che ricoprono le mura di mezza città, nelle pubblicità delle reti locali tra un telegiornale e l’altro.

Ma che cos’è la cessione del quinto dello stipendio? Come lettera suggerisce, si tratta, esattamente, di cedere ad una banca, o ad un istituto finanziario, o di previdenza, in taluni casi, il 20% della propria retribuzione mensile netta, a saldo di un finanziamento. Non è necessario specificare le ragioni per cui si chiede il finanziamento (non è, in altri termini, un prestito finalizzato), né presentare una documentazione particolarmente ardimentosa per ottenerlo.

Unico presupposto d’accesso, tuttavia, è che si disponga d’una entrata certa e continuativa nel tempo derivante o da retribuzione da lavoro dipendente - a tempo determinato o indeterminato non rileva, purché il rapporto di lavoro si protragga tutta la durata del prestito - da pensione, da assegni di invalidità e vecchiaia corrisposti dall’Istituto nazionale della previdenza sociale o da assegni vitalizi. La cessione del quinto, tuttavia, sia che riguardi la pensione, sia che riguardi l’emolumento retributivo, in nessun caso può protrarsi per un periodo superiore a dieci anni.

I documenti necessari per effettuare la cessione del quinto dello stipendio, pertanto, sono in genere, oltre ai consueti documenti d’identità e codice fiscale, la copia di una o più buste paga o dei cedolini della pensione, un certificato di stipendio compilato dal datore di lavoro o la dichiarazione di quota cedibile dell’istituto pensionistico (INPS, INPDAP per gli ex dipendenti dell’amministrazione pubblica), nel caso dei pensionati.

La caratteristica principale di questa specie di finanziamento è che il pagamento della rata mensile viene effettuato direttamente dal datore di lavoro o dall’istituto pensionistico, il quale trattiene a monte la cifra necessaria, per versarla, quindi, all’istituto finanziario. Si badi bene che la cessione del quinto, ai sensi del DPR 180/50 e successive modifiche, in materia di sequestro, pignoramento e cessione di stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti, è un diritto del debitore, per cui il datore di lavoro non può esimersi dall’effettuarla, ove questi gliene faccia richiesta.

Proprio una simile circostanza rende questa specie di prestito particolarmente sicura e garantita per gli enti finanziato, al punto da rappresentare l’unica alternativa valida per chi abbia in precedenza subito un protesto ed intenda, comunque, ottenere un nuovo finanziamento.

Perché la cessione abbia luogo, tuttavia, non soltanto, come accennato, è necessario che la durata del finanziamento sia inferiore a quella del rapporto di lavoro, ma, per di più, è necessario stipulare un’apposita polizza assicurativa che garantisca all’ente creditizio il recupero delle somme anche in caso di decesso prematuro o di perdita del lavoro da parte del titolare del prestito.