Cancellazione Cattivi Pagatori

Cancellazione Cattivi Pagatori
Chi sia un cattivo pagatore è facile intuirlo. Si tratta di persone o società che, avendo ottenuto una qualche forma di finanziamento, sono poi andati incontro ad una serie di inadempimenti contrattuali di entità più o meno grave.

A differenza del debitore protestato, il cattivo pagatore non ha subito una procedura formale in ragione del proprio inadempimento. Il suo nome, tuttavia, confluisce su delle speciali banche dati consultabili dagli enti creditizi, unitamente alle circostanze in cui è maturata la condotta da attenzionare e ad altre informazioni che attengono ai trascorsi finanziari e contrattuali del soggetto.

Tali banche dati, che prendono il nome di centrali di rischi, o di Sic (Sistemi di informazioni creditizie), sono in genere private - le più note sono il Crif, l’Expedian, il Ctc etc - ad eccezione della Centrale pubblica di rischi gestita direttamente dalla Banca d’Italia, che ha natura pubblica ed è regolamentata dal Testo Unico Bancario (TUB) e dalle relative norme d’attuazione.

Se la modalità di gestione e conservazione dei dati nella centrale pubblica sono sempre state improntate a criteri di correttezza e buona fede, in ragione del ruolo di garante della Banca d’Italia, e della puntuale regolamentazione normativa in materia, altrettanto non può dirsi per la gestione delle banche dati private.

Le informazioni relative ai trascorsi finanziari del debitore, infatti, venivano conservate praticamente a tempo indeterminato e, per di più, lo scarso livello di coordinamento tra i diversi gestori, così come la reciproca mancanza di comunicazione, vanificavano di fatto le funzioni dei sistemi d’informazione, rendendo la concessione del finanziamento più rassomigliante ad un terno a lotto che ad giudizio sull’affidabilità del debitore.

Per tali ragioni nel 2004 sull’intera materia è intervenuto il garante della Privacy, emanando il codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, uno strumento a tutela dei cittadini e degli enti creditizi che fissa una serie di regole rigide relativamente ai tempi e alle modalità di conservazione, e di cancellazione, dei dati contenuti nelle banche dati private.

Il codice, che è entrato in vigore con la G.U. n. 300 del 23 dicembre 2004, va a calendare in maniera tassativa i termini di conservazione dei dati a seconda della natura delle informazioni contenute, imponendo la cancellazione dal sistema informatico una volta che siano trascorsi i seguenti periodi di tempo:
6 mesi da una richiesta di finanziamento, salvo rifiuto o rinuncia, nel qual caso il termine scende ad un mese;
12 mesi dalla regolarizzazione, nell’ipotesi di morosità di due rate o di due mensilità di un prestito;
24 mesi dalla regolarizzazione, per ritardi nei pagamenti superiori alle due rate e poi sanati;
36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto, nell’ipotesi dei debiti insoluti o di altri eventi negativi (morosità reiterate, gravi inadempimenti, sofferenze);
36 mesi, nell’ipotesi in cui il debito sia stato regolarmente saldato e non si siano verificati ritardi o eventi negativi di sorta.

Trascorsi i termini previsti, l’ente gestore è tenuto alla tempestiva eliminazione dei dati dal sistema informatico. In mancanza il codice commina sanzioni molto gravi prevedendosi, tra le altre misure, e fermo restando le eventuali sanzioni civili, penali ed amministrativa, il richiamo formale, la sospensione o la revoca dell'autorizzazione ad accedere al sistema di informazioni creditizie e, nei casi più gravi, anche la pubblicazione della notizia della violazione su uno o più quotidiani o periodici nazionali, a spese del contravventore.

Laddove, pertanto, aveste il sentore, o la certezza, che il vostro nome compaia illegittimamente su una banca dati privata quale cattivo pagatore, potrete chiederne l’immediata cancellazione, anche on line, all’ente gestore, ovvero, ancora, rivolgervi ad un’associazione di categoria a tutela dei consumatori per ponderare le eventuali azioni legali da esperire.