Protesti

Protesti
Per protesto s’intende l’atto formale attraverso cui un soggetto, detto ufficiale levatore, accerta solennemente l’avvenuta presentazione di un titolo di credito al debitore nonché il rifiuto, da parte di questi, di adempiere l’obbligazione in esso contenuta.

Si tratta dell’atto conclusivo di un complesso procedimento disciplinato dalla legge (il Regio decreto 1669/1933, per quanto concerne il protesto delle cambiale, e dal Regio Decreto n. 1736/1933, per il protesto degli assegni) meglio noto agli addetti ai lavori con l’espressione “levata di protesto” e connotato dalla presenza contestuale di due caratteristiche:
- l’incorporazione del debito in un particolare tipo di documento detto titolo di credito (cambiale, assegno, vaglia cambiario, pagherò);
- l’intervento del pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio – notaio, ufficiale giudiziario, segretario comunale, ove il comune non fosse sede di ufficio notarile o giudiziario, etc - in funzione di ufficiale levatore, ai fini dell’accertamento del persistente rifiuto ad adempiere.

Le implicazioni della procedura in capo al debitore sono tutt’altro che indifferenti. Il pubblico ufficiale, infatti, all’inizio di ciascun mese, è tenuto a comunicare al Presidente della locale Camera di Commercio l’elenco relativo ai protesti effettuati fino al giorno 26 del mese precedente.

Detti nominativi, unitamente agli elementi essenziali del debito, entro 10 giorni dalla comunicazione confluiscono su un archivio informativo - il Registro dei protesti - un archivio accessibile a tutti, anche on line su cui il nome del debitore insolvente, nella peggiore delle ipotesi, rimarrà registrato per un periodo di 5 anni.

Il debitore, “marchiato” dal protesto, si vedrà in tal modo precluso l’accesso ad altre forme di finanziamento, poiché chiunque potrà accertarne l’inaffidabilità finanziaria e la scarsa serietà della pregressa condotta contrattuale mediante una semplice visura.

Se poi il protesto riguardasse non già un titolo cambiario, bensì un assegno, all’inscrizione nel registro della Camera di Commercio è associato l’inserimento del nome del debitore insolvente nello speciale “archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento” tenuto dalla Banca d'Italia, con conseguente inibizione all’emissione di nuovi titoli assegni per i sei mesi successivi alla data d’iscrizione (c.d. revoca di sistema).

Poiché il titolo protestato diviene immediatamente esecutivo, il creditore avrà facoltà di esercitare in via diretta l’azione esecutiva sui beni dell’originario emittente, ovvero, ancora, di agire in via di regresso rivalendosi sui precedenti portatori del titolo (giranti, avallanti, traenti, per la cambiale tratta).

Così come accennato, l’iscrizione nel registro ha la durata legale di cinque anni, salvo il debitore non dimostri di avere integralmente estinto il proprio debito, comprensivo di interessi e spese legali eventualmente sostenute, e presenti entro un anno dalla levata un apposita un’apposita istanza, corredata dal titolo originario e dalla quietanza di pagamento, presso i competenti uffici della Camera di Commercio locale.