Bollettino Protesti

Bollettino Protesti
Con l’espressione bollettino dei protesti, fino al 1995, ci s’intendeva riferire ad un archivio cartaceo tenuto presso gli Uffici protesto delle Camere di Commercio e recante i dati dei titoli di credito protestati nel quinquennio precedente.

In pratica, dopo aver provveduto all’iscrizione dell’intervenuto protesto sul titolo inevaso, su sollecitazione di un istituto bancario, l’ufficiale levatore redigeva un elenco cartaceo di tutti i protesti effettuati nel mese precedente.

Detto elenco conteneva (e contiene ancora, poiché si tratta di prassi ancora in uso, seppur informatizzata) tutte le informazioni relative al debitore inadempiente - i suoi dati anagrafici, l’indirizzo di residenza o di domicilio - ed i dati relativi all’effetto protestato - natura del titolo, se assegno, cambiale tratta, vaglia pagherò, importo, scadenza, data e luogo della levata di protesto.

L’elenco dei protesti veniva quindi comunicato al Presidente del Tribunale del luogo in cui l’ufficiale levatore esercitava il proprio ufficio, perché quest’ultimo provvedesse, a comunicarne il contenuto al Presidente della Camera di Commercio territorialmente competente. Entro 10 giorni dal momento in cui riceveva la comunicazione, il Presidente della Camera di Commercio, registrava i dati dei protesti del mese precedente su una sorta di archivio cartaceo noto come Bollettino dei protesti, appunto.

In pratica, presso ciascuna Camera di Commercio esisteva un diverso bollettino, ed essendo tutti stampati su supporto cartaceo, il raccordo tra le informazioni a livello nazionale era pressoché impossibile. Ciascun creditore, in tale modo, avrebbe potuto ottenere agevolmente informazioni attendibili sui trascorsi del prossimo contraente nella propria città, dovendo ricorrere a dispendiose e difficili visure, invece, per sapere se questi fosse incorso in procedure di protesto altrove.

Per una simile ragione il governo nazionale, nel 1995, ha deciso di riformare la materia sostituendo i locali bollettini cartacei dei protesti con un pubblico Registro nazionale informatizzato, un’unica banca dati, facilmente accessibile a chiunque anche on line, su cui confluiscono tutte le informazioni sui protesti di assegni bancari e postali, cambiali tratte accettate e vaglia pagherò, relativamente al quinquennio precedente.

Il provvedimento è stato adottato con il decreto legge n. 381/1995, successivamente convertito nella legge n. 480/1995, per quanto il Registro informatico dei protesti - che ancora oggi continua ad essere volgarmente chiamato Bollettino dei protesti - sia divenuto operativo soltanto nell’aprile del 2001.

Con il passaggio dai bollettini locali al registro nazionale è stata, di fatto, resa effettiva la tutela dell’affidamento dei terzi, cui pur invano mirava la passata pubblicazione cartacea, consentendo a chiunque vi abbia interesse un rapido accesso ad informazioni veritiere, trasparenti ed uniformemente distribuite su tutto il territorio nazionale.